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Il progetto ValleAlcantara.it è nato dalla necessità di promuovere e valorizzare tutte le attività, i luoghi e le imprese che operano nella Valle dell’ Alcantara, attraverso un opera di informazione e valorizzazione del territorio a 360 gradi.

Un portale dedicato alla Valle Alcantara...

Il progetto ValleAlcantara.it nasce con lo scopo di promuovere le risorse e le bellezze del territorio della Valle Alcantara per mezzo delle nuove tecnologie, creando una sinergia e un network tra le aziende del territorio.
Il nostro progetto ha finalità di promozione sociale, di valorizzazione delle realtà e delle potenzialità naturalistiche, culturali, storiche, turistiche ed enogastronomiche di tutti i comuni appartenenti alla Valle.
Segui il nostro portale e rimani sempre aggiornato su tutto quello che riguarda le promozioni delle Aziende convenzionate.

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Promuovere la Valle Alcantara significa creare un network virtuoso tra le realtà imprenditoriali del panorama della valle. Ecco tutte le aziende della Valle Alcantara che hanno deciso di aderire al nostro Progetto.

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I luoghi di Valle Alcantara

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Scopri le Eccellenze della Valle Alcantara!

Il luogo paradisiaco della Valle Alcantara, oltre che vantarsi della bellezza che madre natura gli ha donato, può anche vantarsi dalle eccellenze enogastronomiche e delle produzioni artistiche e culturali. Scopriamo insieme i tesori che questo posto incantato ci offre.

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  • La Noce di Motta Camastra

    La noce fin dalla notte dei tempi ha suscitato l’interesse di pensatori e dottori, già l’etimologia della parola affonda le radici nella mitologia. Il nome deriva dalla dizione latina “Junglas Regia” ovvero “Ghianda di Giove”, proprio a sottolineare la bontà e la ricchezza di questo frutto ai fininutrizionali. Recenti studi sia in Italia che all’estero hanno confermato la valenza anche sotto il profilo medicamentoso sia della drupa che delle foglie. La presenza di grassi insaturi del tipo acido linoleico e acido linolenico, comunemente conosciuti come Omega 3 e Omega 6, sono componenti essenziali delle membrane cellulari e fanno sì che, mangiando noci, si tengano bassi i livelli di colesterolo nel sangue e si combattono i rischi di malattie cardio-vascolari. Altre proprietà della noce e delle noci, sono da attribuire nell’ utilizzo per la preparazione per la cosmesi a quelli astringenti, depurative, ipoglicemizzanti, antisettiche, etc. In passato si usava raccontare che […]

  • Taormina

    Sulla sua fondazione non si hanno molte notizie: secondo Diodoro Siculo (storico vissuto nel I sec. a.C.) sarebbe stata fondata nel 396 a. C. dagli indigeni Siculi, appoggiati dal comandante cartaginese Imilcone. Nel 394 a.C. Dionigi il Vecchio, signore di Siracusa, tentò invano di occupare Taormina e nel corso dell’assedio rischiò anche di essere ucciso. Solo nel 392 a.C. Dionigi riuscì ad annettere la città al territorio di Siracusa, in conseguenza di un trattato con i Cartaginesi. La definitiva fondazione della città greca si ebbe tuttavia solo nel 358 a.C., quando Andromaco (il padre del celebre storico Timeo) raccolse i superstiti di Naxos e i loro discendenti e li condusse sul sito che, da allora, assunse il nome di Tauromènion dal Monte Tauro (circa 200 m. sul livello del mare). Lo stretto rapporto di filiazione tra la nuova colonia e Naxos è confermato dalle prime monete di Taormina sulle quali […]

  • La birra di Messina

    La Birra Messina nasce nell’omonima città nel 1923 ad opera della famiglia Lo Presti – Faranda. Inizialmente fu scelto il nome di “Birra Trinacria”, ma successivamente quest’ultimo venne modificato in un più esplicito Messina, Birra Di Sicilia. Il successo si presentò alle porte della famiglia imprenditrice anno dopo anno. E crebbe così tanto che il mercato si estese anche in Calabria. Purtroppo gli anni ’70 giunsero troppo presto e con essi il mercato fu aggredito da numerosi marchi concorrenti nazionali ed esteri. Così iniziò il declino. Nel 1988 lo stabilimento messinese fu acquisito dalla Dreher, uno degli storici marchi incorporati dal gruppo Heineken Italia S.p.A. di Milano; con lo stabilimento venne rilevato anche il marchio “Birra Messina” e il suo mercato. Nel 1999 lo stabilimento messinese era stato praticamente ridotto a semplice impianto di imbottigliamento per il mercato siciliano, perchè la produzione era stata trasferita in Puglia, a Massafra, in […]

  • Le Gole dell’Alcantara

    Si cela una misteriosa leggenda dietro la nascita delle Gole dell’Alcantara. Si narra infatti che queste ultime siano state scavate dall’ira degli Dei, interpretando in tal modo le antiche eruzioni di vulcani spenti da millenni ma legati per sempre a questo splendido angolo della Sicilia. Secondo una leggenda siciliana, la valle del fiume Alcantara, nell’entroterra di Taormina, sarebbe il frutto di un eruzione vulcanica scatenata dalle ire degli Dei, nella notte dei tempi, per punire la malvagità di un contadino disonesto. È solo una leggenda ovviamente ma si avvicina alla verità in quanto ricorda l’esistenza di un antichissimo vulcano fra l’Etna e i monti Peloritani: il piccolo cono del monte Mojo, dal quale scaturì veramente un’eruzione nel terzo millennio avanti Cristo; immense masse di lava si riversarono verso il mare proprio lungo la valle dell’Alcantara. Sarebbe il racconto di un’eruzione come tante, se all’epoca di questo remoto cataclisma la concomitanza […]

  • I vini dell’Etna

    L’area dell’Etna Doc, prima denominazione di origine siciliana (1968), ha una forma semicircolare che si estende da nord a sud-ovest in una fascia che va da 450 a 1000 metri di altitudine sul livello del mare. La zona, suddivisa in contrade, ha il cuore vinicolo pulsante situato nei dintorni di Castiglione di Sicilia e Randazzo. E’ in questi comuni che vengono allevati i tre vitigni autoctoni dell’Etna: il Nerello Mascalese e il Nerello Cappuccio per i rossi e il Carricante per i bianchi. Il primo di questi, concorrendo per l’80 – 100% alla produzione totale del vino rosso Etna Doc, è sicuramente il vitigno principe della zona e si presume sia originario della storica Contea di Mascali, un vastissimo territorio che, a partire da alcune donazioni normanne del XII° secolo e fino ai primi dell’‘800, comprendeva, oltre all’attuale comune di Mascali, parte dell’Acese, gran parte delle falde orientali e nord–orientali […]

  • Il Salame dei Nebrodi

    La presenza in Sicilia del suino nero risale all’antichità ed è accertata nel periodo greco e cartaginese (VII-VI secolo A.C.). Già due secoli prima della nascita di Cristo la produzione suinicola siciliana era conosciuta anche a Roma. Questo tipo di allevamento tradizionale, lo troviamo per tutto il Medio Evo ed è arrivato fino all’epoca attuale con presenze sparse in tutta la Sicilia e specialmente sui monti Nebrodi e sulle Madonie. Numerosi suini di razza casertana vennero importati in Sicilia ed utilizzati per vari incroci con soggetti locali, data l’affinità di sangue che si riteneva ci fosse fra i due tipi accoppiati. Il censimento del 1918 registrava in Sicilia la presenza 91.295 suini, ma la scomparsa graduale dei boschi, che anticamente copriva buona parte delle montagne siciliane, attualmente brulle, rocciose e spesso ricche di incolti produttivi, ha influito notevolmente sull’allevamento dei suini pascolanti, i quali si sono ritirati man mano al […]

  • Il Teatro antico di Taormina

    Il Teatro antico di Taormina è nato per ospitare rappresentazioni drammatiche o musicali, trasformandosi durante l’epoca romana per far posto ai giochi gladiatori e alle battaglie navali. Questo comportò l’ampliamento dell’orchestra, che in epoca greca era destinata ai suonatori, in modo da essere adattata alla nuova funzione di arena. Il Teatro, oltre all’orchestra, è suddiviso in diverse parti: La scena La scena è la parte più importante che rimane del Teatro e conserva la sua forma originale. Nulla invece rimane dei suoi ornamenti e delle colonne. Secondo molti studiosi, il primo ordine era costituito da nove colonne disposte a gruppi di tre, mentre il secondo era formato da sedici colonne più basse equidistanti tra loro. Si dice che queste colonne arrivarono via mare fino a Villagonia, furono poi agganciate con funi e tirate da orde di schiavi fino al Teatro. Durante il medioevo gran parte di queste colonne vennero asportate […]

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