Calatabiano

Calatabiano

Calatabiano ricade nello straordinario territorio della Valle Alcantara, racchiuso in un contesto unico, adagiato sulla pianura, vicino al mare, alla montagna e al fiume Alcantara. Il paesaggio è di tipo rurale, con vegetazione di agrumeti e nespoleti.  Sulle colline che dominano la “Piana” si erge il castello.

Abitata sin dall’epoca preistorica, come testimoniano vari reperti archeologici, nel 902 d.C. fu sottoposta per circa due secoli alla dominazione dei saraceni. Il nome del paese deriva dall’arabo “Kalaat – al Bian” (castello di Bian) ovvero il nome del signore saraceno che governò l’antica fortezza. Intorno al 900 d.C., gli Arabi provenienti dall’interno della Sicilia, attraverso la Valle dell’Alcantara, invasero la zona ed espugnarono il castello. Il paese divenne ben presto un centro agricolo di grande importanza soprattutto per l’organizzazione del sistema di irrigazione delle colture di cui gli Arabi erano esperti. Successivamente, sotto il dominio dei Normanni e al regno di Ruggero II,  Calatabiano fu elevato a baronia. Tra i vari signori che si succedettero nei secoli, il periodo più fulgido si ebbe con la signoria dei Cruyllas, famiglia di origine catalana, che ottennero la baronia nel 1396, ingrandirono il Castello ed edificarono la Chiesa del Santissimo Crocifisso.Gli ultimi signori che regnarono sul borgo furono i Gravina, dalla fine del Seicento fino all’estinzione dei privilegi feudali. Nel 1693, a seguito del terremoto del Val di Noto, il borgo e il castello vennero abbandonati; solo in seguito la popolazione si reinsediò ai piedi della collina. Nel 1813 il parlamento siciliano, avendo decretato la fine del feudalesimo nell’isola, elevò il territorio di Calatabiano a comune autonomo.

L’economia è basata sull’agricoltura; vaste aree sono coltivate ad agrumeti, frutteti e nespoleti. Coltura tipica è la nespola del Giappone. Il settore economico secondario è costituito da aziende di piccole e medie dimensioni che operano nei comparti: alimentare, della lavorazione del legno, della carta, dei materiali da costruzione e dell’edilizia. Attività fiorente è l’artigianato industriale soprattutto per quanto riguarda la trasformazione di agrumi e frutta secca.

Grazie alla sua favorevole posizione geografica, tra mare e montagna, al clima mite e all’incontaminata costa, è meta di un buon afflusso turistico estivo. Poco distante dall’abitato si trovano: il Parco dell’Etna, la Riserva Naturale fiume Fiumefreddo e la necropoli di Naxos.

La città di Calatabiano è, inoltre, ricca di edifici storici, come il già citato castello arabo-normanno (sec. IX), la Chiesa del SS. Crocifisso (sec. XV), la Chiesa di Gesù e Maria (sec. XVII), il castello baronale di San Marco (sec. XVII), la Statua di Santa Caterina.