Castiglione di Sicilia

Castiglione di Sicilia

Centro montano, di antica origine che basa la sua economia sull’attività agricola e su una buona presenza del settore industriale. L’abitato sorge al centro della Valle dell’Alcantara ed è adagiato su una rupe lavica, con viuzze ripide e strette. La bellezza del territorio, l’aria salubre, la genuinità dei prodotti e la possibilità di effettuare escursioni  nel parco dell’Etna, costituiscono valide risorse per l’incremento turistico.

Anticamente fu abitata dagli esuli provenienti da Naxos. Successivamente fu rasa al suolo da Dionisio I di Siracusa. Nel 400 a.C i Greci si resero conto della posizione strategica del territorio e costruirono sul forte un punto d’avvistamento fortificato per controllare l’unica via d’accesso per l’interno della Sicilia. Nel 1240 Federico II di Svevia la denominò “città animosa” e concesse inoltre la giurisdizione del feudo al nobile Ruggero di Lauria. Fu inoltre governata da Federico II d’Aragona e verso la fine del XIV secolo dal re Martino. Nel corso dei secoli si succedettero, pertanto, gli Arabi che rivoluzionarono i sistemi d’irrigazione, i Romani, che costruirono ponti, i Normanni e gli Svevi, sotto i quali Castiglione divenne città regia. Castiglione si ingrandì sotto tutte le varie dominazioni: il castello continuò a fortificarsi, si costruirono chiese e palazzi, grazie alla ricchezza proveniente dalla coltura e dalla lavorazione delle nocciole e del lino. Al castello sono legate moltissime leggende, così come alle cube basiliane e al cosiddetto “cannizzu”, una torre d’avvistamento che si racconta sia stata spaccata in due da un terribile fulmine.

Tra le testimonianze storico-architettoniche ricordiamo: il castello medievale, i ruderi di una torre saracena, la chiesa di Sant’Antonio Abate, la chiesa di San Nicola, l’orfanotrofio Regina Margherita.

Inoltre, tra le manifestazioni che si svolgono annualmente citiamo: la fiera di maggio e la festa della Patrona, Maria Santissima della Catena, che si svolge la prima domenica di maggio.