Tentare una sintesi degli avvenimenti che hanno caratterizzato la storia della valle dell’Alcantara è impresa assai ardua, sarebbe come ripercorrere la storia dell’uomo dalla preistoria ai giorni nostri. Tale è infatti l’arco temporale rappresentato sia dalle numerosissime testimonianze presenti nel territorio (siti archeologici, ruderi, edifici), sia dalle fonti storiche che, se non quantitativamente rilevanti, risultano significative e preziose.
La bassa Valle dell'Alcantara, territorio compreso tra Naxos e Francavilla, è da tempo immemorabile via di comunicazione di primaria importanza.
Teatro di guerre in tutte le epoche, venne attraversata dalle truppe di Gerone II° in eta' ellenistica e da quelle di Sesto Pompeo e Ottaviano in età romana. Scontri sanguinosi si succedettero in eta' feudale dopo il lungo periodo della pax normanna e alla morte di Federico I.
Il culmine degli avvenimenti di guerra fu raggiunto con la Battaglia di Francavilla (1719), nel corso della quale Spagna e Austria si contesero le sorti della Sicilia, passata poi al filoaustriaco Vittorio Amedeo di Savoia, scontro sanguinoso la cui memoria si tramanda ancora oggi a Francavilla nella vernacolare esclamazione " ...e cchì cci fu, a mort'i Gialluca..."?, stante a significare un accadimento tanto cruento da potersi definire, senza tema di esagerazione, puro sterminio. E tale in effetti fu. Il cristianesimo degli albori la vide terra di missione dei santi Euplio, Pancrazio, Lucia e Gimignano e l'amenita' del paesaggio, ricco di corsi d'acqua e di boschi, secondo quanto scrisse il Bembo, testimone oculare delle bellezze paesaggistiche nel cinquecento, la rese idonea allo spirito contemplativo della regola basiliana: Cremete, il santo abate basiliano, vi fondò, con l'appoggio del Gran Conte Ruggero, insieme ad un gruppo di anacoreti, l'Abbazia del S. Salvatore della Placa (Francavilla - 1093), una delle piu' ricche del medioevo siciliano. Ne sono visibili le rovine in contrada Badiazza. Poco si conosce degli insediamenti umani preellenici. Una generica storiografia riporta la notizia di aiuti pervenuti a Naxos, nel corso della sua distruzione, da parte dei "Siculi che abitavano le colline"(Diodoro). Insolite testimonianze di culture relative ad insediamenti preistorici confluite con la simbologia loro propria nella cultura fenicia e sicula prima della dominazione dei greci, sono i megaliti arenari che piantonano la " via sacra" dell'antichita', lungo il corso del fiume Alcantara, importante arteria di collegamento tra i mari Ionio e Tirreno. Interpretarne la funzione è difficile ma ipotizzarne le connessioni con lo svolgimento del quotidiano, nel sacro e nel profano, dell'abitatore della valle è possibile paragonandone la morfologia con i megaliti sparsi per il mondo. Da sottolineare la folta presenza di grotte naturali e non disseminate per la valle e concentrate nei territori di Francavilla, Moio, Randazzo, Castiglione - dalla doppia funzione di sepoltura prima e residenza anacoretica o laura eremitica in epoca bizantina. Al centro della Valle dell'Alcantara, di fronte al castello di Francavilla (certamente l'acropoli dell'antico centro pre-greco per fondazione ed ellenistico per cultura), troviamo, in soluzione di continuità della via sacra, il monte Cucco-Orgala: l'ombelico della vaIle, il suo onphalos. Qui l'alta concentrazione di grotte e di megaliti antropo-zoomorfi richiamano alla mente i miti primordiali dell'umanità, i miti della Dea Madre, per intenderci, pervenuti ai greci abitatori dell'antica Francavilla e del suo territorio da un passato remoto ed ancora anonimo. Tutto parla di divinita' ctònie ed è evidente il mito della rinascita della terra e della ciclicita' stagionale (Persefone, Demetra - la Grande madre - Afrodite e i riti ad essa connessi sono i soggetti più rappresentati nei pinàkes affiorati durante gli scavi di Francavilla del 1979 e successive campagne e nelle fattezze del materiale fittile proveniente dai santuari scavati in centro cittadino). E’ ancora il contesto culturale-funerario, dunque sacro, a suggerire la necessaria attenzione ai misteri di questa regione che, attraverso i suoi megaliti, i suoi castelli, i contrasti paesaggistici dominati dal dio Efesto (l'Etna), si colloca a buon diritto tra i territori più belli della più bella isola del Mediterraneo.