Randazzo

Randazzo

La città di Randazzo è immersa in un suggestivo scenario paesaggistico ed offre il suo territorio al Parco Regionale dell’Etna, a quello dei Nebrodi e al Parco Fluviale dell’Alcantara. Aree che le conferiscono una peculiarità unica: quella di poter spaziare fra contenuti ambientali e naturalistici veramente incantevoli. Ogni suggestivo angolo di Randazzo offre vedute diverse, panorami imponenti e singolari che riservano emozioni crescenti man mano che si scoprono le tracce della sua antica civiltà ed i segni del suo splendore medievale. Con le sue bellezze paesaggistiche e naturali e con il fascino delle sue antiche opere d’arte, chiese, vecchi palazzi, musei che ospitano resti archeologici di gran valore, con le sue strade ed i suoi vicoli in pietra lavica, Randazzo è una vera e propria perla ambientale ed architettonica, incastonata com’è, nel cuore di un territorio variegato e unico.
Estendendo il suo territorio, di 20.484 ettari, da una quota di 561 metri in contrada Acquafredda ai 3.230 sulla sommità dell’Etna, il paese possiede molte caratteristiche climatiche piacevoli: l’inverno asciutto, la dolce primavera, la fresca estate e il tiepido nonché mite autunno.
Il territorio che circonda la cittadina è oggi difeso dalla presenza delle tre oasi protette che aiutano l’uomo a vivere perfettamente integrato con la natura. Il Parco Regionale dell’Etna, istituito nel 1987, prende il nome dal più alto vulcano d’Europa (m. 3323). Oltre ai crateri sommitali, fenditure eruttive che di tanto in tanto si aprono a quote più basse emettendo fiumi di lava, l’Etna offre meravigliosi spettacoli naturali. Nel 1981, diverse fenditure eruttive riversarono lava nella Vallata Settentrionale riuscendo persino a minacciare l’abitato. Il magma, però, grazie alla particolare morfologia del terreno ed alla perdita del suo vigore iniziale, dopo tantissimi danni alle campagne, sfiorò appena il centro abitato, prima di raggiungere il letto del fiume.
Molti sentieri che si inerpicano lungo distese di lava antica e recente, permettono ai turisti di raggiungere luoghi d’importanza naturalistica: monte Spagnolo, la Grotta del Gelo, la Grotta e il Sentiero naturalistico Burrò, i rifugi in legno e pietra, gli antichi camminamenti dei pastori ed altre testimonianze ancora. Lungo il percorso si possono ammirare pinete, faggete, boschi di betulle, cespugli di ginestra che creano un habitat favorevole alla sopravvivenza di una grande varietà di animali selvatici come la volpe, la lepre, il coniglio, il riccio, il pipistrello, così come uccelli da preda: falchi, gufi e aquile reali.

Nell’età antica fu abitata da greci e latini. Successivamente dai normanni che edificarono una roccaforte difensiva, e dagli svevi che costruirono mura di cinta attorno al nucleo urbano. Gli aragonesi, invece, la elessero città reale. Con l’invasione degli spagnoli, iniziò il suo declino. Durante la seconda guerra mondiale fu l’ultimo caposaldo della resistenza tedesca che gli alleati espugnarono nell’agosto del 1943.

Randazzo vanta un consistente patrimonio storico-architettonico: la chiesa di Santa Maria al cui interno sono custodite opere del Cinquecento e del Seicento; Palazzo Lanza; la chiesa di San Nicolò; Palazzo Claretano; la chiesa di San Martino; i resti del castello medievale e molto altro ancora. Ricordiamo inoltre, Porta San Martino, Porta San Giuseppe, Porta Pugliese e Porta Aragonese che fanno parte della cinta muraria costruita dagli svevi.

L’economia del paese si basa sull’agricoltura e l’allevamento. L’industria è presente con aziende che operano in diversi settori. Il terziario comprende un insieme di servizi qualificati.

Menzioniamo inoltre alcune manifestazioni che si svolgono annualmente: i riti della Settimana Santa; la sagra del vino a maggio; la festa dell’Assunzione ad agosto; la festa dell’uva a ottobre; la rappresentazione dei Presepi viventi a Natale; la festa del Patrono, San Giuseppe, il 19 marzo.