Taormina

Taormina

Cittadina di origine antichissima che grazie alla sua posizione incantevole, è un’importante attrattiva turistica conosciuta in tutto il mondo. Il territorio è circondato a nord da colline e a sud da acque cristalline e comprende l’Isola Bella. Il centro abitato sorge in posizione dominante sulla costa.

Nel 394 a.C. Dionigi il Vecchio, signore di Siracusa, tentò invano di occupare Taormina e nel corso dell’assedio rischiò anche di essere ucciso. Solo nel 392 a.C. Dionigi riuscì ad annettere la città al territorio di Siracusa, in conseguenza di un trattato con i Cartaginesi.
La definitiva fondazione della città greca si ebbe tuttavia solo nel 358 a.C., quando Andromaco (il padre del celebre storico Timeo) raccolse i superstiti di Naxos e i loro discendenti e li condusse sul sito che, da allora, assunse il nome di Tauromènion dal Monte Tauro (circa 200 m. sul livello del mare).
Lo stretto rapporto di filiazione tra la nuova colonia e Naxos è confermato dalle prime monete di Taormina sulle quali è raffigurato Apollo Archeghètes, la divinità protettrice dei Nassii. Da allora Tauromenion rimase nell’orbita siracusana fino alla conquista romana, come attesta il trattato del 263 a.C. fra Ierone II di Siracusa e Roma.
Il trattato permise a Taormina di intrattenere buoni rapporti con i nuovi padroni dell’isola. Nel Medioevo subì la dominazione araba e nel 1079 fu occupata dai normanni. Nel 1734 su sottoposta alla dominazione dei borboni che terminò con l’unificazione dell’Italia a seguito della Spedizione dei Mille.

La città chiamata, secondo le antiche fonti greche, con il nome “Tauromènion”, TAUROMENIUM in quelle latine, nome che ancora conserva anche se trasformato in Taormina, che significa abitazione sul “Tauro”, il monte su cui sorse. Non mancano alcune leggende sull’attribuzione del nome, che ne fanno derivare l’origine da altre fonti. Una favoleggia di un Minotauro, che figura in monete antiche, al quale attribuisce la fondazione e il nome della città. Un’altra evoca due principi di Palestina, Taurus e Mena, che avrebbero fondato la città, dandole il nome Tauromena.
Attorno a Taormina fiorirono tante altre leggende. Alcune hanno per protagonista Pitagora, che avrebbe parlato nello stesso giorno a Taormina e a Metaponto, avrebbe fatto adottare nella città le leggi del catanese Caronda e placato i furori erotici di un giovane taorminese suonando il suo magico flauto frigio. In realtà, Pitagora visse in un periodo storico nel quale Tauromenium non era stata ancora fondata.

Taormina possiede un ricco patrimonio di interesse storico-architettonico, ne sono esempi: il teatro greco-romano, Palazzo Corvaja, Palazzo Duca di Santo Stefano, la Badia Vecchia che in passato fungeva da abbazia, la Chiesa di San Pancrazio, la Cattedrale, la piccola Chiesa Santuario Madonna della Rocca edificata sul monte Tauro nel 164 sfruttando la conformazione della roccia, la torre dell’orologio, la necropoli araba e molto altro ancora.

La sua economia è sostenuta principalmente dal turismo, ma anche l’agricoltura e l’allevamento sono sviluppati. L’industria è presente con aziende che operano in vari settori. Il terziario comprende una buona rete commerciale insieme a numerosi altri servizi.

Tra le manifestazioni ricordiamo: la festa del Patrono, San Pancrazio, il 9 luglio; i riti della Settimana Santa; la sagra del carretto siciliano a maggio; il Festival cinematografico ed una serie di altri eventi che si svolgono tra giugno e agosto denominati “Taormina Arte”.